Counseling Psicologico

Il Counseling Psicologico nei disagi della sfera sessuo-affettiva

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Nel vivo l’articolo si propone di illustrare il percorso di Counseling Psicologico in applicazioni alla risoluzione dei disagi che possono insorgere nella dimensione sessuo-affettiva, al fine di riequilibrare il rapporto a volte complicato a volte negato che l’individuo ha con la propria sessualità e affettiva e ritrovare l’armonia nelle relazioni con noi stessi, gli altri e l’ambiente in cui viviamo.

Quali sono le caratteristiche del Counseling Psicologico?

Il Counseling Psicologico è una particolare forma di relazione di aiuto nella quale l’obiettivo principale è far si che la persona in difficoltà inizi un qualche movimento di Maturazione/Chiarificazione/Apprendimento in modo tale da poter rispondere in maniera più soddisfacente al proprio ambiente e alle proprie esigenze esterne e interne.
Il colloquio è il mezzo attraverso il quale il cliente è messo in grado di porsi il proprio problema e attraverso il quale lo psicologo lo porta a vedere più chiaramente il vissuto che si accompagna al disagio.
In questa relazione di aiuto lo psicologo si pone ripetutamente come il catalizzatore di questi processi di crescita mentre la persona che chiede aiuto come l’attore principale nel processo di sviluppo, la cui libertà, dignità e responsabilità dev’essere imprescindibilmente rispettata e sollecitata.
Lo strumento principe a disposizione dello psicologo è la  RIFORMULAZIONE.

In altre parole, nel Counseling Psicologico s’instaura tra psicologo e cliente una relazione che ha come obiettivo finale creare un movimento in avanti che porti dalla situazione attuale di disagio a una situazione desiderabile, auspicata in quanto ricrea intorno a sé, condizioni di evoluzione personale.
Il ruolo dello psicologo è aumentare la consapevolezza della presenza di ostacoli che impediscono al soggetto di attivare le risorse intese come energie positive e potenzialità che ognuno possiede.
Attivato questo processo, avremo a cascata maggiore AUTONOMIA, DIGNITÁ, AUTOSTIMA e AUTODERMIANZIONE – RESPONSABILIZZAZIONE –VALORIZZAZIONE.
Nel percorso Psicologico di Counseling è implicito che nessuno meglio del soggetto stesso che ha chiesto aiuto sappia quali sono i suoi problemi; ciò che si ritiene importantissimo per lo psicologo è saper utilizzare qualità umane e tecniche psicologiche per chiarire come questi ha integrato i suoi problemi nella propria esistenza.

Rappresenta quindi condito cine qua non la motivazione dell’individuo o della coppia a rendersi proattivi alla risoluzione del disagio.

Come tutti i metodi ha i suoi limiti d’applicazione:  è sconsigliato in tutti quei casi in cui manca l’impegno volontario a partecipare o c’è una scarsa o insufficiente capacità di pensiero e giudizio (bambini piccoli, psicotici, ritardi mentali, ecc.).

Il Counseling Psicologico è un processo di aiuto cui si può far riferimento quando l’Io, pur mantenendo una certa capacità di riflessione e di comunicazione, riscontra, a un livello d’intensità variabile, la propria impotenza a capire e a capirsi, a far fronte alle difficoltà e a “uscirne fuori”.
Ciò può verificarsi in innumerevoli situazioni nell’arco della vita e nelle diverse dimensioni di cui è composta.

 

Cos’è e come si sviluppa la sfera sessuo-affettiva?

La sfera sessuo-affettiva è una dimensione umana molto intima e personale di cui le persone difficilmente parlano e/o si confrontano come farebbero per altri argomenti in cui il senso comune è più tollerante.
Nel nostro paese inoltre, lo studio della sessualità umana e il ruolo che essa svolge nel determinare le relazioni affettive ha trovato un percorso ricco di ostacoli, la difficoltà generale di affrontare determinati argomenti senza il rischio di suscitare sentimenti intollerabili come la vergogna e il rigido senso del pudore ha reso difficoltoso l’esplorazione di tutto ciò che riguarda l’argomento SESSO.
Questo determina nella maggior parte delle volte delle disinformazioni che nuoce soprattutto a chi vive delle difficoltà in questo campo.
La sessualità, in ambito umano, è un aspetto fondamentale e complesso del comportamento che riguarda da un lato gli atti finalizzati alla riproduzione ed alla ricerca del piacere, e da un altro anche gli aspetti sociali che si sono evoluti in relazione alle caratteristiche diverse del genere maschile e femminile. L’ambito sessuale investe la biologia, la psicologia, la cultura, riguarda la crescita dell’individuo e coinvolge tutta la sua vita relazionale, oggetto di studio anche dell’etologia umana. La sessualità oggi, come in passato, rappresenta una dimensione importante e complessa di ciò che è l’essere umano in sé.
Nell’uomo, l’atto sessuale si manifesta come un fenomeno molto complesso dove, accanto alle espressioni genetiche, alla funzionalità endocrina e nervosa, si aggiungono elementi psicologiche individuali e norme culturali che influenzano in maniera diversa il vissuto e la condotta sessuale di ciascun individuo.
A livello Organico sono tre i sistemi che interagiscono nella determinazione e nella funzionalità sessuale: il sistema genetico, endocrino e nervoso.

A livello Psicologico l’attività sessuale, a differenza di altre funzioni, ha bisogno dell’altro per potersi esprimere compiutamente; dal punto di vista psicologico l’evoluzione della sessualità coincide con l’evoluzione dei processi relazionali. La psicoanalisi ha certamente dato un contributo importante poiché ha introdotto il concetto di sessualità infantile dalla relazione duale madre-bambino. Ciò comporta l’estensione del concetto di sessualità che non è regolata esclusivamente dal funzionamento degli organi sessuali finalizzati al coito in vista della conservazione della specie, ma anche dal mondo della relazione che matura la personalità portandola dalla condizione predatoria infantile e onnipotente allo sviluppo genitale che si concretizza nell’incontro con l’altro, per poi trovare nuove espressioni mediate dalla simbolizzazione e dalla sublimazione.
Diventa fondamentale quindi che il bisogno fisiologico della soddisfazione sessuale incontri e si unica al bisogno psicologico dello scambio affettivo.
La parola ”affettività” è utilizzata nell’ambito psicologico per indicare l’insieme dei sentimenti e delle emozioni di un individuo oltre al carattere assunto da un particolare stato psichico.
Il percorso di strutturazione degli affetti va dalla nascita fino alla maturità. Inizialmente sono orientati verso le figure più significative per l’esistenza nel suo stadio più elementare, come la madre e, in misura più ridotta, il padre. Evolvendosi, il bambino è in grado di orientare la sua affettività verso altre figure familiari e in seguito verso figure esterne, su cui esercita con crescente autonomia i propri sentimenti.
Un corretto e completo sviluppo dell’affettività e l’elaborazione di eventuali traumi, o carenze affettive, che ne abbiano ostacolato il processo, è fondamentale per la maturazione dell’individuo, in particolare in relazione allo sviluppo dell’autostima e della sessualità nell’età adolescenziale e adulta.
Da questo criterio Freud ha tracciato un itinerario detto “normale” dello sviluppo psicologico della sfera sessuo-affettiva.
Fase orale (da 0 a 1 anno) la bocca è legata al succhiare, mordere e masticare che rappresentano la principale fonte di piacere nel primo anno di vita.
Fase anale (da 2 a 3 anni) il bambino impara a controllare l’urina e le feci e utilizza queste per interagire con gli adulti.
Fase fallica (da 3 a 5 anni) il bambino comincia a manifestare un interesse per i propri genitali che inizia a toccare e a sperimentare.
Fase di latenza (da 6 anni alla pubertà) in cui vi è un’apparente acquietamento delle spinte libidiche e un tentativo di sublimazione attraverso la socializzazione
Fase genitale (dalla pubertà in poi) in cui di c’è un passaggio dall’interesse per i propri genitali all’attuazione del rapporto con l’altro nella forma sessuale compiuta.
L’esplorazione dell’ambiente circostante volta a realizzare una crescente consapevolezza di sé che inizia già dalla vita intrauterina, non fa eccezione nemmeno agli organi genitali, esplorazione che ovviamente comprende anche il proprio corpo.
La masturbazione è considerata in parte fisiologica nell’itinerario che conduce dalla condizione narcisistica infantile alla condizione matura della relazione con l’altro, come afferma il famoso rapporto Kinsey, la scoperta della possibilità di masturbarsi si sviluppa in modo consapevole intorno ai 10-15 anni e che tende a diminuire intorno ai 18-20 anni, cioè dopo i primi rapporti con un partner.
Nella fase della pubertà la masturbazione è considerata dalla psicologia un mezzo per prendere confidenza con i cambiamenti del proprio corpo e acquisire familiarità e coscienza di sé.
In altre parole si può dire che l’esplorazione del corpo fa parte di tutte quelle attività e pensieri che ogni individuo compie per “conoscere se stesso”, identificare i propri confini, separarsi dalle figure genitoriali di riferimento e individuarsi come soggetto a sé.
In altre parole, la masturbazione offre una via per familiarizzare con il proprio corpo e mitigare le tensioni che nella fase adolescenziale sono particolarmente acute per via non solo della vivacità ormonale ma anche perché in questa fase aumentano le ansie per il proprio futuro e per come si vorrebbe, si vorrebbe essere percepiti e accettati dagli altri.
Tuttavia questa deve virare verso una sessualità di coppia che permette all’adolescente di superare l’onnipotenza della propria aggressività per entrare in relazione con l’altro, un altro tanto significativo da entrarci in rapporto e da imparare il piacere di fargli piacere.
È dunque la “ mediazione affettiva del piacere” a promuovere la crescita e lo sviluppo di un erotismo maturo e sano.
Poiché anche l’esplorazione del proprio corpo risente dei significati di approvazione e/o disapprovazione che il bambino percepisce dalle figure genitoriali, l’ambivalenza culturale sulla sessualità cosi come percepita dal bambino può incidere negativamente sull’acquisizione di conoscenza di sé e padronanza del proprio corpo. L’autoesplorazione colpevolizzata farà scattare meccanismi di ansia precoce.

 

A livello Sociale e Culturale la sessualità si confronta con il tempo e il contesto socioculturale da cui è normata. Ad es. negli 70, la cultura della libertà sessuale come movimento di libertà è stato soppiantato dal timore di comportamenti sessuali non protetti per il timore di malattie contagiose come l’AIDS.

Il Counseling Psicologico nello specifico

Le richieste di aiuto che riguardano i disagi  nella sfera sessuo-affettiva possono esprimere il modo in cui la sessualità viene vissuta, ossia come:

  •  problematica
  •  insoddisfacente,
  •  scollegata alla dimensione del piacere
  • ansiogena

 

La consulenza psicologica si propone come un intervento di sostegno mirato a sviluppare e a rendere più consapevoli le risorse dell’utenza per il miglioramento della qualità della vita e per la messa in atto di comportamenti responsabili e soddisfacenti in rispetto alle norme religiose, sociali, etiche e culturali.
In termini generali alcuni interventi possono riguardare:

  1. Disfunzioni sessuali specifiche (disturbi del desiderio, dell’eccitazione, dell’orgasmo)
  2. Ansie e/o disagi collegati al modo di vivere i rapporti sessuali
  3. Comportamenti ritenuti fuori dal comune
  4. Informazioni circa la sessualità

 

In tutti questi casi, il percorso di Counseling Psicologico avrà come obiettivo sbloccare l’individuo dall’isolamento e dalle emozioni negative che il disagio comporta e promuovere la possibilità di contattare i propri bisogni e desideri al fine di sperimentare nuove forme di consapevolezza e di rapporto con se stesso e il partner.
Nell’affrontare le suddette tematiche specie nei disturbi specifici è fondamentale che lo psicologo sia pronto a seguire e a proporre un approccio integrato che supporti la coppia sia da un punto di vista psicologico e relazionale ma anche da un punto di vista specialistico attraverso consulenze propriamente sessuologiche e/o medico-fisiologiche.
Tuttavia, spesso può accadere che si tratti d’interventi di educazione o trasmissione di una modalità di relazione che spesso è carente o distorta a causa di eventi che hanno segnato negativamente le relazioni o le espressioni della sessualità.

Anche in questo caso il Counseling Psicologico si compone di 3 fasi da sviluppare:

  1. Valutazione o Analisi della Domanda
  2. Intervento
  3. Verifica

 

Operativamente, nella prima fase di Counseling Psicologico cioè diValutazione ed esplorazione del problema presentato, possiamo avvalerci di uno schema di domande per fare un’indagine sul sintomo, ad esempio:

  1. Come si manifesta il problema?
  2. Come è stato l’ultimo rapporto sessuale?
  3. Il sintomo è presente da sempre o solo da qualche tempo?
  1. Qual è la cronologia del sintomo?
  2. Quali sono le reazioni emotive al problema?
  3. È possibile la comunicazione tra la coppia su questo argomento?
  4. Che cosa pensa il partner del problema? Come si comporta quando si manifesta?

 

Poi, attraverso l’anamnesi Sessuologica andremo a ricostruire la storia affettiva e relazionale dell’individuo o della coppia. In particolare, sarà utile dedicare attenzione alla:

Storia della relazione affettiva attuale
Storia di vita personale

  1. Difficoltà incontrate nell’arco della vita
  2. Relazioni con la famiglia d’origine
  3. Storie di abuso o molestie sessuali

Relazioni sessuo – affettive precedenti
Rapporto con la sessualità e il piacere

  1. Educazione sessuale
  2. Masturbazione
  3. Pregiudizi
  4. Credenze/valori

La sessualità della coppia

  1. Frequenza rapporti
  2. Modalità
  3. Iniziativa sessuale
  4. Soddisfazione sessuale

Concomitanza di altri disturbi della sessualità in entrambi i partner
Analisi dei fattori di personalità

  1. Ansia
  2. Controllo
  3. Difficoltà ad esprimere emozioni

Infatti, molti studi clinici dimostrano che il lavoro che si fa carico anche dei problemi relazionali della coppia, ha maggiori probabilità di essere efficace rispetto ad un intervento basato solo sul sintomo.
Comprendere ad esempio la natura del legame che unisce la coppia, se si tratti o no di un autentico legame amoroso, anche alla presenza di conflitti e dissensi, fornisce indicazioni sull’esito dell’intervento e inoltre ci permette di compiere una valutazione del sintomo nel significato corporeo, intrapsichico, nelle ricadute relazionali e della situazione in cui si manifesta.
Questo è un momento in cui, raccolte le informazioni, lo psicologo potrà costruire un’ipotesi d’intervento e aiutare la coppia o l’individuo a formulare gli obiettivi chiari, positivi e perseguibili direttamente.
L’obiettivo che potrà riguardare il miglioramento del rapporto con la propria intimità o l’intimità della coppia, potrebbe significare vivere l’eros in modo nuovo, giocoso, libero, naturale e soprattutto completo.

Nello stesso tempo dell’indagine, attraverso alcuni interventi di riformulazioni e tecniche a disposizione dello psicologo si andranno a rimandare il senso della comunicazione e i vissuti emotivi che si accompagnano alla verbalizzazione.
Ciò comporta fiducia, complicità, sintonia, assenza di giudizio, comunicazione libera e spontanea non solo per chi ha chiesto il supporto ma anche per lo psicologo.

Tuttavia se questa è la meta, il percorso che ci separa da essa può essere faticoso e pieno di ostacoli psicologici:

  1. L’idea peccaminosa della sessualità
  2. Caratteristiche di personalità
  3. Educazione rigida e moralista
  4. Il sesso come dovere o prestazione
  5. Bassa autostima
  6. Eccessiva importanza dell’estetica
  7. Negazione del piacere- Masochismo Mascherato
  8. Relazioni ,con il partner dedite allo sfruttamento del corpo e delle emozioni.

 

Il riconoscere gli ostacoli ci farà traghettare nella seconda fase del Counseling Psicologico ossia nella fase di Intervento in cui il lavoro consisterà nel sottrarre o depotenziare tutti gli elementi dannosi per il benessere della persona o della coppia e trasformarli in risorse da utilizzare nel processo di cambiamento nonché utilizzare strumenti possibili che aiutano a sperimentare e a valorizzare è la dimensione del piacere.
Il trattamento dei principali disagi, che possono verificarsi nella sfera sessuo-affettiva, mettono al centro la dimensione del piacere e del benessere sia fisico sia psicologico.

Essi potranno comprendere:

  1. elementi che riguardano l’approccio sessuologico caratterizzato da prescrizione di specifiche esperienze erotiche che hanno lo scopo stimolare la dimensione del piacere, coinvolgendo entrambi i partner e generando emozioni positive;
  1.  elementi che riguardano l’approccio psicorporeo rappresentato dalle tecniche di rilassamento e di visualizzazione al fine di attivare la memoria del corpo, facendolo riappropriare di una dimensione somatica più antica, spontanea e saggia.

 

La sessualità è il luogo privilegiato dell’intimità e dello scambio affettivo nonché gioco, relazione e comunicazione. Solo in questa dimensione può organizzarsi come passaggio affettivo ed emozionale della coppia.
In questo contesto, la sessualità può arricchirsi del mondo fantastico dell’immaginario, che con la sua energia e forza propulsiva, può essere considerata una vera e propria zona erogena intrapsichica, rendendo il rapporto luogo di comunicazione, ma anche rivelatore di pulsioni interiori, di conflitti, di desideri e di slanci verso gli obiettivi desiderati.
Rientrano nelle specifiche prescrizioni esperienze erotiche che hanno un effetto positivo sulla coppia a patto che sia una forte legame di amore profondo che significa oltre all’attrazione, rispetto reciproco e regole molto chiare.

Molto utilizzate sono le prescrizioni di Mansioni Sessuali ossia protocolli di attività non ansiogene che la coppia svolgerà a casa e poi racconterà in seduta.
Una prescrizione molto utilizzata anche nelle terapie sessuologiche è laFocalizzazione sensoriale I (o Legame di Piacere)  in cui la coppia rinuncia ad avere rapporti sessuali durante il periodo prescritto e a ciò preferiranno accarezzarsi reciprocamente il corpo e i genitali.
In questo modo andremo ad attivare Interazioni erotiche atte a produrre senso di piacere non dimenticando di dare spazio all’Io corporeo.

In altri casi sarà importante aiutare a comprendere i nessi tra la risposta sessuale e gli stati emotivi, quindi si potrà lavorare per potenziare alcune abilità Comunicative/Relazionali:

  1. Insegnare ad esprimere i propri bisogni e sentimenti, quindi portare i clienti a vedere i propri pensieri e comportamenti come parti della dinamica che produce i pensieri e i comportamenti del partner.
  2. facilitare la comprensione della soggettività di chi parla, ascoltarlo attentamente prima di poter esprimere il proprio punto di vista.
  3. educare all’ascolto dell’altro senza sentirsi minacciati e senza sentire il bisogno di difendersi.

La cornice relazionale tra psicologo e cliente dovrà mirare a creare un clima di autentica collaborazione che consenta all’individuo o alla coppia di esprimere pienamente le problematiche e recuperare l’intimità psicologica e fisica perduta.
In questo modo l’individuo o la coppia potrà:

  1. Esprimere se stessa
  2. Migliorare il proprio Equilibrio fisico
  3. Concedersi il piacere
  4. Curare la relazione

 

Tale lavoro porterà i suoi frutti non solo nella dimensione sessuale ma tenderà a renderci più sani e resistenti e a ritrovare l’armonia e l’equilibrio attraverso un atteggiamento verso se stessi e l’altro che valorizzi i propri bisogni e desideri.
Se tutto ciò produrrà dei cambiamenti per ciò che riguarda il sintomo o le dinamiche relazionali, il nostro compito sarà chiederci costantemente se ci stiamo avvicinando all’obiettivo, se esso è ancora valido, cosa funziona e cosa no e se nel tempo si è modificato. In questa fase finale di verifica lo psicologo è chiamato a facilitare la comprensione e l’integrazione del cambiamento e a integrare anche i limiti che questo comporta, ossia a evidenziare ciò che si ancora cambiare e ciò che si dovrà accettare così com’è.

In altre parole si potrà ristrutturare la domanda potendo decidere di:

  1. Chiudere l’intervento
  2. Iniziare una nuova fase di Counseling Psicologico
  3. Inviare ad altri specialisti
  4. Avvalersi di una Terapia sessuologica Integrata

 

Conclusioni

La sfera sessuo-affettiva è sicuramente uno degli argomenti più ricchi di sfumature con cui lo psicologo può confrontarsi. Per condurre la consulenza sessuologica si presuppone che egli conosca la sessualità e si confronti con essa con un’apertura mentale che gli permetta di valutare senza giudicare i disagi che da essa possono derivare, utilizzando un linguaggio chiaro che permetta la verbalizzazione, senza dimenticare che anch’egli dovrà riservare una consapevolezza e un’attenzione maggiore agli aspetti della sua sfera sessuo-affettiva.
Inoltre non possiamo dimenticare che si tratta di una dimensione intima che nella maggior parte dei casi vive all’ombra, con cui le persone si confrontano poco e mal volentieri; l’educazione sessuale è di giovane prassi nelle scuole e spesso si è in sostanza all’oscuro di quanto la poca soddisfazione sessuo-affettiva possa impattarsi  negativamente con il nostro benessere.
Se pensiamo che Freud ha edificato un’intera geniale opera enciclopedica sulla teoria della sessualità, in quanto radice eziologica di tutti i disturbi psicopatologi,  non possiamo che evidenziare in modo continuo e convinto l’importanza di chiedere aiuto in tutti i casi in cui si vive o si nutrono dubbi sulla propria relazione o il grado di soddisfazione che ne ricaviamo. In molti casi  anche il solo confronto può aiutare a diradare le preoccupazioni e i conflitti interiori riportando la serenità.
Infine, lo psicologo dovrà rimettersi a un approccio cauto e integrato che comprenda oltre al suo osservatorio anche quello di un’intera equipe specialistica, qualora sia necessario.

 

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INDIRIZZI INTERNET
www.opsonline.it

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