Counseling Psicologico

Counseling Psicologico e fumo

Pubblicato il 13/11/2013 da

FOMO_INTERNEMalessere generale, dolori muscolari, tremori, tachicardia, aumento della sudorazione, spossatezza, frequenti colpi di tosse, aumento dell’appetito e insonnia: questi sono alcuni dei più frequenti effetti collaterali che potete ricordare di quella volta in cui avete provato a smettere di fumare. A questi effetti sul fisico derivati dall’astinenza da nicotina, si aggiungono quelli psicologici e sociali di difficile gestione come ansia, nervosismo, irrequietezza, difficoltà a vivere la quotidianità senza la sigaretta. E così spesso la fatica a gestire questi effetti collaterali ci porta a riaccendere la nostra sigaretta.

Ma è così difficile smettere di fumare?
Non sappiamo dirlo con precisione: per alcune persone è molto semplice, per altre è difficilissimo. A volte può accadere gradualmente tutto d’un tratto, senza più tornare indietro, o ricominciando più volte. Alcuni fumatori ci riescono da soli, altri con l’ausilio dei farmaci o con l’aiuto di un esperto.

Quello che sappiamo con certezza è che non importa per quanto tempo si è stati fumatori e quante sigarette si sono fumate: ogni persona merita di liberarsi dal fumo e, se decide di farlo, lo può fare.

Non esiste un metodo universale per smettere di fumare, ma che è necessario fare i passi giusti per costruirsi la propria strada.

Dal 1950 sono stati pubblicati numerosi studi che dimostrano scientificamente la nocività del fumo e oggi siamo tutti ben informati rispetto ai danni che la sigaretta può causare alla nostra salute. Ma purtroppo la sola consapevolezza degli effetti nocivi del fumo di tabacco non è sufficiente a indurre i fumatori a liberarsi della sigaretta, nè a dissuadere i giovani dall’iniziare.

Ad oggi la lotta al tabagismo si muove infatti su due direzioni principali.

Il primo è quello della prevenzione primaria che agisce a livello della popolazione generale e ha come obiettivo quello di evitare che il fumo s’instauri come una abitudine diffusa nei differenti gruppi sociali. Per questo vengono organizzate iniziative quali provvedimenti legislativi sulla promozione e sulla vendita delle sigarette, campagne di informazione tramite i mass media, progetti di educazione nelle scuole e nei luoghi di incontro di giovani e famiglie.

Sono proprio i preadolescenti e gli adolescenti la fascia di riferimento di questi interventi di prevenzione primaria poiché spesso l’abitudine tabagica prende avvio proprio in giovane età e viene fortemente influenzata dai valori, dalle norme e dai comportamenti presenti nell’ambiente sociale in cui i giovani vivono. Le campagne di prevenzione primaria vogliono andare a scardinare proprio questo sistema di credenze e di comportamenti che porta i giovani ad avere un atteggiamento positivo e disponibile verso il fumo e di conseguenza a essere più suscettibili di iniziare a fumare. Questi tipi di interventi richiedono quindi tempi molto lunghi affinché possa vedersi un cambiamento culturale e sociale di questo tipo.

La seconda direzione nella lotta contro il fumo è rappresentato dalla prevenzione secondaria che ha come obiettivo quello di aiutare il fumatore a smettere di fumare e a intraprendere il percorso che lo porterà ad abbandonare definitivamente la sigaretta. Ad oggi le terapie del tabagismo comprendono molti metodi diversi tra di loro: in Italia e nel resto del mondo le persone riescono a smettere di fumare nei modi più differenti. Alcuni si affidano all’ausilio di strumenti di autoaiuto, altri con dei farmaci che aiutano a gestire gli effetti dell’astinenza da nicotina, altri richiedendo un sostengo psicologico e motivazionale e altri ancora servendosi di terapie “alternative” come l’agopuntura e l’ipnosi. Spesso i professionisti della salute che si occupano di dipendenza da tabacco scelgono di integrare i diversi metodi, poiché l’azione sinergica che deriva dall’uso integrato dei vari metodi permette di aumentare l’efficacia dei singoli approcci utilizzati singolarmente.

Tra questi approcci particolarmente funzionale è l’intervento di counseling psicologico, che ha come obiettivo quello di sostenere il fumatore nella ricerca di quello che sarà il proprio metodo per smettere di fumare. Una rassegna della Cochrane Library (Lancaster, Stead, 2002b) offre dei risultati incoraggianti rispetto all’efficacia del counseling psicologico per la terapia del tabagismo: dagli studi effettuati emerge come il counseling psicologico sia “più efficace, per la cessazione a lungo termine, del consiglio minino offerto dal medico, delle informazioni fornite nella routine sanitaria e del materiale per l’autoaiuto” (GREMIGNI P.(2005) p.140)

Ma in che cosa consiste un percorso di counseling psicologico di sostegno alla disassuefazione dal tabacco?

Ogni volta che un fumatore si rivolge a uno psicologo per chiedere sostegno nell’abbandono della sigaretta viene avviata una prima fase di valutazione iniziale delle condizioni della persona. Lo specialista in un colloquio conoscitivo fornisce informazioni sul percorso e raccoglie alcuni elementi importanti per avviare la consulenza, tra cui:

- il livello di dipendenza dalla nicotina;
- la motivazione a smettere di fumare;
- alcuni elementi che permettono di costruire la storia dell’abitudine tabagica.

In alcuni casi lo psicologo può avvalersi anche dell’intervento di medici o farmacisti per effettuare la misurazione del monossido di carbonio presente nei polmoni, che costituisce un possibile indice di successo nel momento in cui non viene più inalato il fumo di sigaretta.

In questa prima fase, la valutazione della motivazione, sarà un’informazione preziosa per lo psicologo per decidere come impostare il proprio lavoro di sostegno.

E’ importante infatti riuscire a riconoscere in quale fase del cambiamento si trova il fumatore; a volte infatti le persone possono avere un atteggiamento molto ambivalente nei confronti del fumo e possono non essere pronte per avviare il percorso in una particolare fase della loro vita. In tal caso la persona potrà rivolgersi allo psicologo in un momento successivo che sentirà come più opportuno.

Nel caso in cui il fumatore avesse già smesso di fumare o si sentisse pronto per smettere di fumare allora è possibile passare alla fase di sostegno psicologico, motivazionale e comportamentale.

Lo psicologo può inoltre proporre al cliente di richiedere anche l’intervento di un medico per l’assunzione di farmaci che possano aiutare a contrastare gli effetti dell’astinenza.

Lo specialista sosterrà la persona nel percorso che lo aiuterà a conoscere che il proprio profilo di fumatore, a scegliere quando smettere di fumare (qualora non lo avesse già fatto), a riconoscere le proprie risorse sulle quali può far conto e a gestire gli ostacoli e i momenti di crisi che inevitabilmente incontrerà in questo cambiamento, sostenendo sempre la motivazione.

Il percorso di counseling individuale si articola in alcuni incontri settimanali (in genere dai 5 ai 7) in cui si affronta la prima fase di abbandono della sigaretta, ai quali seguono alcuni colloqui di monitoraggio a distanza di 3, 6 e 12 mesi.

Durante tutto questo periodo la persona potrà trovarsi ad affrontare dei momenti molto difficili in cui potrà vivere con difficoltà i sintomi dell’astinenza da nicotina e trovarsi in situazioni rischiose in cui potrebbe ricadere nell’abitudine tabagica.

In questo caso lo psicologo continua a sostenere la motivazione a smettere della persona che viene aiutata a individuare delle strategie con le quali fronteggiare le situazioni “a rischio” di ricaduta.

Smettere di fumare è una scelta che inizia anche solo con il pensiero di volersi liberare dalla sigaretta; dal quel momento può iniziare un percorso che può essere faticoso e impegnativo, in cui un sostegno professionale di natura motivazionale può essere l’elemento che fa la differenza per riuscire a diventare o a rimanere un non-fumatore

 BIBLIOGRAFIA:

- BARUS D. e BOFFI R. (2008). Spegnila!, ed. Rizzoli
- GREMIGNI P. (2005). Psicologia del fumo, ed. Carocci
- LANCASTER T. e STEAD L.F. (2002b). “Individual Behavioural Counselling for Smoking Cessation”, in The Cochrane Database of Systematic Reviews, issue 3, art. n. CD001292.
- http://www.tabaccologia.org

Comments

One Response to “Counseling Psicologico e fumo”

  1. www.healthylifestyle.it
    August 3rd, 2015 @ 11:20

    Ho raramente avuto la possibilità di leggere articoli così buoni.
    Grazie!

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