Counseling Psicologico

Counseling psicologico e disturbi sessuali nell’omosessualità maschile

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Nelle persone omosessuali,  anche a loro agio con il proprio orientamento, e, all’interno di una relazione stabile, possono manifestarsi problemi del comportamento sessuale che hanno eziologia e manifestazioni molto simili a quelle degli eterosessuali. Nonostante le somiglianze, alcune caratteristiche di ogni disturbo  sessuale, ne specificano l’appartenenza all’omosessualità.  Queste caratteristiche infatti,  rispecchiano le peculiarità delle coppie omosessuali, le quali vengono ancora considerate in paragone alle coppie etero. Di conseguenza, tutto ciò che è diverso potrebbe essere visto come distorsione o patologia.
Si cercherà di definire queste peculiarità nell’ambito dell’omosessualità maschile, affrontando criticità e risorse in prospettiva di interventi di counseling psicologico, considerando come, per la coppia omosessuale, ci siano diverse fonti di stress e spesso poche risorse per poterlo contenere.

Prima di analizzare le disfunzioni sessuali all’interno di una coppia omosessuale, e pianificarne un intervento, occorre indagare e definire la struttura relazionale della coppia. All’interno delle coppie omosessuali, due donne o due uomini, portano, all’interno della relazione, ruoli, desideri, aspettative e problemi tipici di genere.  Queste esigenze individuali, essendo molto simili tra loro,  non possono essere negoziate e “stemperate” nell’interazione tra due persone dello stesso sesso e ciò potrebbe avere ripercussioni sulla struttura della relazione. Inoltre, per le coppie omosessuali, non esistono norme sociali di riferimento e modelli di supporto. I conflitti che nascono, quindi, potrebbero essere gestiti con molte difficoltà e portare ad un fallimento della relazione.
Le coppie omosessuali, inoltre, in momenti di crisi,  si avvalgono di “script” propri delle coppie etero. Si tratta di schemi cognitivi che sono utili alle persone per decidere cosa fare, cosa aspettarsi dal partner, come sentirsi, e come capire il comportamento nelle interazioni sessuali. (Gagnon J.H., Simon W, 1973). Questi script, basati sui ruoli di genere, non funzionano per gli uomini gay (Rose S. 1996).
Aver incorporato elementi degli script etero potrebbe causare problemi nelle interazioni sessuali degli uomini gay, in quanto, per esempio, attribuiscono responsabilità nel  prendere l’iniziativa sessuale agli uomini, etichettandola come un simbolo esclusivo di mascolinità. Ciò  potrebbe creare problemi laddove i partners siano entrambi uomini. (Blumstein P.,  e Scharts P. 1983).
Gli studi che hanno come oggetto la presenza di disturbi sessuali negli uomini  gay sono poco presenti, e alcuni autori (Piscitelli 2003) hanno dedotto alcune considerazioni.

In primo luogo le disfunzioni sessuali sono presenti in maniera significativa tra i gay ma non in maniera superiore rispetto agli eterosessuali.
Il tipo di disfunzione e la probabilità che si verifichi sono condizionate dal contesto ambientale in cui avviene il rapporto (raporto occasionale o relazione di coppia). Nello specifico, la frequenza delle disfunzioni che si presentano nei rappporti occasionali è di 5 volte superiore a quella che si presenta nei rapporti di coppia (Piscitelli, 2003). Ciò può essere spiegato da diversi fattori: paura di essere sorpresi o aggrediti (Cove e Boyle, 2002), paura, anche inconsapevole di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (Shires 1998, Colombo, 2000), e fattori cognitivi (Sherr,1995, Kelly, 1995), sempre prescindendo la differenza tra rapporti occasionali e di coppia. Tali fattori riguardano la difficoltà nell’accettare la propria sessualità, l’omofobia interiorizzata e senso di colpa (Piscitelli, 2003).  Infine, le persone omosessuali che ricercano una consulenza psicologica per le loro disfunzioni sessuali sono molto più spesso in coppia piuttosto che single. (Piscitelli, 2003).
La disfunzione più comune, secondo diversi autori è la disfunzione erettile, che presenta lo stesso quadro clinico di quello degli eterosessuali ma con caratteristiche specifiche. La difficoltà erettile può manifestarsi in qualunque attività sessuale, anche se è più frequente nella penetrazione anale, che rappresenta il massimo livello di intimità e vicinanza tra i partner (Barbagli, 2002). La letteratura è poco vasta in merito, ma in alcuni studi sono state individuate delle differenze tra etero e omosessuali che rispecchiano difficoltà diverse e un differente modo di vivere la sessualità

In uno studio di Shires e Miller (1998) vengono individuate delle differenze significative nei livelli d’ansia che si associano alla perdita della funzione erettile, tra omosessuali ed eterosessuali. In questo studio fu rilevato che la perdita della funzione erettile negli eterosessuali è maggiormente accompagnata da ansia da prestazione, minore stima di sé, e depressione. Negli omosessuali invece la perdita dell’erezione era maggiormente associata a paura di contagio verso hiv e sentimenti di omofobia.
L’eiaculazione precoce invece è  una disfunzione poco frequente tra gli uomini gay. Sono state formulate due ipotesi che cercano di spiegare la minore richiesta di trattamento per questa disfunzione. La prima è che l’omosessuale usa con più dimestichezza con la masturbazione e quindi ha più facilità nel monitorare la propria eccitazione (Ghizzani, 2004). In secondo luogo la durata del rapporto non influenza il raggiumento del piacere e quindi l’eiaculazione precoce, anche se presente, non compromette la relazione .
L’ eiaculazione ritardata è invece la disfunzione più frequente (anche rispetto agli eterosessuali) che si manifesta con un’impossibilità di raggiungere l’orgasmo sia con stimolazione anale che orale. Il disturbo ha un significato diverso rispetto a quello che si manifesta negli eterosessuali. Raramente è causata da un blocco delle sensazioni fisiche come nell’eterosessuale, e spesso gli omosessuali riescono a raggiungere l’orgasmo in presenza del partner grazie ad una prolungata stimolazione manuale. Negli omosessuali questo disturbo sembra avere un significato simile all’anorgasmia femminile nelle eterosessuali che non permette alla partner di eccitarsi di fronte ad uno stimolo erotico seppur gradito. (Ghizzani 2004). Inoltre, osserva sempre Ghizzani, alcuni omosessuali con questo disturbo dichiarano di “bloccare” le sensazioni erotiche intense in quanto hanno paura di avere reazioni aggressive nei confronti del proprio partner.
L’inibizione del desiderio, contrariamente agli stereotipi più comuni, è spesso presente negli omosessuali. Alcuni ipotizzano che ciò potrebbe derivare da messaggi sociali o relegiosi che possono avere ripercussioni negative sulla sessualità. Per altri invece i disturbi del desiderio dipendono da un’avverione verso specifici comportamenti sessuali, e la penetrazione anale sembra essere la più comune (Ghizzani 2004).

Conclusioni e prospettive di intervento nell’ambito del counseling psicologico

La sessualità esprime bisogni e caratteristiche profonde  della personalità, e nella sessualità sono coinvolte diverse componenti, da quelle biologiche a quelle socio-culturali, le quali influenzano in maniera significativa, attraverso i ruoli di genere, le espressioni del comportamento sessuale (Simonelli, 2006). Nell’ambito delle disfunzioni sessuali nell’omosessualità, esse riguardano quindi le difficoltà vissute nell’identità sessuale (Piscitelli, 2003). In questo caso Piscitelli sottolinea l’importanza di una conoscenza approfondita della sessualità omosessuale e delle dinamiche relative alla costruzione dell’identità sessuale per poter lavorare sin tale ambito.
Il counseling psicologico, non avendo come fine  quello di ristrutturare la personalità, ma di favorire la sviluppo delle potenzialità del cliente, potrebbe favorire il superamento dei problemi che non consentono di esprimersi liberamente nella vita sessuale.  Lo spicologo che decida di prendere in carico una coppia  omosessuale con disturbi sessuali, deve essere consapevole del fatto che la relazione viene influenzata da variabili specifiche e proprie dell’omosessualità. In particolare, nella coppia gay potrebbe condizionare la relazione il tentativo di aderire allo stereotipo maschile da parte di entrambi i partner e il condizionamento omofobico sociale che, per alcuni individui, resta insuperabile (Piscitelli, 2003).  Sempre secondo Piscitelli, l’approccio iniziale deve concentrarsi sul percorso di autoaffermazione che ogni individuo deve compiere per poter esprimere liberamente il proprio orientamento. Ci si potrà concentrare sui disturbi del comportamento sessuale in un secondo momento.

In un primo momento, quindi,  un percorso di counseling psicologico potrebbe favorire una condizione di empowerment negli omosessuali che manifestino questo tipo di disturbi. Una condizione che gli possa permettere di assumere la responsabilità di vivere una vita appagante sia in termini di stima di sè che in termini relazionali e sessualità.
Naturalmente per coloro che non abbiano acquisito un senso positivo della propria identità sessuale il percorso dovrà  coinvolgere dinamiche e aspetti più profondi che potrebbero andare al di là del qui ed ora.
Laddove infine, la coppia omosessuale abbia invece raggiunto un’integrazione positiva della propria identità sessuale le tecniche di trattamento sono le stesse utilizzate nelle coppie omosessuali, le quali prevedono l’intervento di diversi specialisti, lavorando in un’ottica di approccio integrato.
Anche in questo caso però il couseling psicologico potrebbe essere utilizzato in un primo momento dove potrebbe essere strutturato in termini di consulenze sessuologiche che abbiano come obiettivo lo sviluppo e l’utilizzo di più risorse per il miglioramento della qualità della vita.
L’obiettivo di queste consulenze è inizialmente, quello di raccogliere tutte le informazioni che ci consentano di avere un quadro più accurato possibile del disturbo sessuale.
Queste informazioni riguardano nello specifico la storia del sintomo, gli aspetti della relazione e quelli emotivi.

E’ importante prima di tutto capire  quale fase del ciclo di risposta sessuale si coinvolta, ossia desiderio, eccitazione, orgasmo, risoluzione e soddisfazione e approfondire, nel caso si tratti di una coppia se ci sono eventualmente delle discrepanze relative al sintomo.
L’indagine sul sintomo deve proseguire verificando da quanto tempo è presente,  se sia legato a particolari contesti e situazioni, e cercando di approfondire le reazioni emotive al problema. Per arrivare a queste informazioni ocorrerà ricostruire la storia della relazione attuale, passando dalla storia di vita personale di colui che porta il sintomo, al suo rapporto con la sessualità e il piacere, approfondendo in particolare educazione sessuale, masturbazione, credenze, valori e pregiudizi.
Prima di procedere alla costruzione di ipotesi di intervento è necessario, quindi, indagare diversi aspetti per poter effettuare una diagnosi accurata e, nel caso specifico  dell’omosessualità, tenere presente fattori personali e socio-culturali che possono influenzare la sessualità e il modo di viverla, sia individualemente che in situazioni di coppia.

 

Bibliografia

  1. Barbagli M., Colombo A.: Omosessuali moderni. Il Mulino, Bologna, 2002
  2. Blumstein P.,  e Scharts P., American couples. New York: William Morrow, 1983
  3. Colombo A.: Gay e AIDS in Italia. Il Mulino, Bologna, 2000
  4. Cove J., Boyle M.(2002): Gay men’s self-defined sexual problems, perceived causes and factors in remission. Sexual and relationship therapy; 17 (2): 137-147., 2002
  5. GagnonJ.H. e Simon W,  The social sources of human sexuality. Chicago: Aldine, 1973
  6. Ghizzani A.: Le disfunzioni sessuali nell’omosessaulità. In Rifelli G.: Sessuologia Clinica, B. M. Masson, 1996
  7. Ghizzani A..:La disfunzione sessuale nell’ambito della coppia omosessuale.Riv. Sessuologia; 28 (3): 135-141, 2004
  8. Kelly J.: Increased attention to Human sexuality can Improve HIV-AIDS prevention efforts: key research issues and directions. J. Consul Clin. Psych., 1995: 907-918
  9. Piscitelli M. : Le disfunzioni sessuali nell’omosessualità maschile. Rivista di sessuologia, 27, 2003
  10. Rose S. Lesbian and gay love scripts. In E.D Rothblum & L.A. Bond (eds), Preventing heterosexism and homofobia (vol.7, pp 151-173). Thousand Oaks, Ca: Sage, 1996
  11. Shires A, Miller D.: A preliminary study comparing psychological factors associated with erectile dysfunction in heterosexual and homosexual men. Sexual and marital therapy, 13 (1): 37-49, 1998
  12. Sherr L.: Coping with psychosexual problems in the context of HIV infection. Sexual and marital therapy, 1995; 10:307-317
  13. Simonelli C.  L’approccio integrato in sessuologia clinica, Franco Angeli, 2006

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