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Counseling Psicologico

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La consultazione diagnostica: uno schema analitico

Redazione, 30-03-2006

La consultazione diagnostica: uno schema analitico

“E' un processo che si svolge tra psicologo e cliente (inviato o rivolto direttamente) per un qualche disagio psicologico, riconosciuto dalla persona stessa o da altri.

Lo SCOPO è prestare attenzione alla problematica psicologica che ha portato alla consultazione, per giungere ad un profilo complessivo che metta in relazione il sintomo o il problema con le istanze della personalità.”

Tale consultazione può risultare più o meno estesa e più o meno approfondita, utilizzare o meno oltre al colloquio strumenti testistici.

È importante che il cliente possa cogliere la specificità della situazione come un incontro in cui il capire è un processo dello psicologo col cliente attraverso l’interazione, lo scambio e la relazione.
L’organizzazione della consultazione si sviluppa in 3 fasi:

COLLOQUIO DIAGNOSTICO?

Lo scopo è quello di avere un quadro del cliente. Può essere libero (iniziativa lasciata al cliente) o guidato dallo psicologo (per aree), a seconda del cliente.
Le aree da investigare (anche nel colloquio libero) riguardano in generale:

COLLOQUIO CON CLIENTI ADULTI AFFETTI DA GRAVE PATOLOGIA:

Nella fase acuta non è possibile un colloquio diagnostico.
È possibile invece nella fase subacuta e in quella cronica, anche se è presente sempre l’ansia.
La qualità e quantità delle aree da investigare dipende dall’estensione in cui pensiero, linguaggio, memoria ed esame di realtà risultino funzionanti..
Occorre prestare attenzione alla modalità con cui il cliente si presenta e al fatto che le parole dello psicologo possono entrare a far parte della patologia del cliente (p.e., sentite come un concreto pericolo, assimilate al delirio) e non vissute a livello simbolico di comunicazione.

COLLOQUIO CON I GENITORI:
Essi sono in grado di fornire una storia attuale e passata del bambino.
Consente di evidenziare il problema del bambino e l’atteggiamento parentale dei fronte ad esso.
Consente di capire se e come il problema presentato si colloca o interferisce nella dinamica familiare e quali eventuali accorgimenti sono stati adottati.
Consente di ottenere un’immagine dei genitori e della loro personalità, e quanto hanno contribuito a formare la personalità del bambino.
È indicativo il modo di presentarsi dei genitori.
Si tratta inoltre di accogliere, anche in colloqui successivi, ciò che i genitori di volta in volta si sentiranno di riferire.
Le aree anamnestiche da indagare riguardano:
- situazione familiare
- storia del bambino

COLLOQUIO COL BAMBINO:
Le aree da investigare riguardano:

Si cercherà quindi di capire l’atteggiamento e i sentimenti che il bambino ha verso la mamma, il papà, familiari, e come si sente vissuto da loro; cosa prova verso gli insegnanti e i coetanei, come si senta da loro considerato.

COLLOQUIO CON L’ADOLESCENTE:
Le aree da investigare sono collegate alla particolare fase che sta attraversando:

OSSERVAZIONE:

Tra gli strumenti usati nell’accertamento diagnostico risulta fondamentale ed indispensabile il metodo osservativo. L’osservazione viene utilizzata secondo due modalità:

 

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